DOVE MANGIARE VEGAN A VIENNA

Cari aficionados, come state?
In questo post, che spero vi farà viaggiare, condivido con voi la seconda parte del diario dei giorni appena trascorsi a Vienna (se vi siete persi la prima puntata, la trovate qui).

Oggi vi porto a spasso per le vie del centro, dove si trova uno dei simboli della città, Stephansdom, ovvero la cattedrale di Santo Stefano che domina il centro storico dall’alto delle sue guglie.

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Da qui ha inizio il Graben, l’antico fossato divenuto (nel XIX sec.) una strada lussuosa con eleganti edifici e negozi costosi.

grabenA pochi passi dal Graben, ogni giorno a mezzogiorno si può assistere al cambio d’ora dell’orologio dell’Anker, un orologio a figure mobili degli inizi ‘900, davvero uno spettacolo unico, con i suoi personaggi dipinti che sfilano accompagnati da musica. Qui trovate un video.
Torniamo al Graben, dove proseguendo arriviamo alla Nationalbibliothek. Davvero consigliatissima una capatina in questa biblioteca barocca, tra le più belle al mondo, che ospita oltre 200000 libri antichi! Passeggiare tra gli scaffali di legno che ricoprono le pareti, sotto le volte affrescate, è stata un’emozione indescrivibile.

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Dopo tutto questo girovagare inizia a farsi sentire una certa fame, così ci dirigiamo in zona Prater, dove si trova Harvest Cafè, un bistrot vegetariano e vegan. Qui il brunch segue la formula ‘all you can eat’, ovvero per 15,00 euro si può mangiare quanto si vuole! IL BRUNCH E’ INTERAMENTE VEGAN, e troviamo tutto molto buono.

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Ecco ‘alcune’ delle ottime pietanze che abbiamo assaggiato da Harvest caffè (burrito, polpette, olive ascolane, hummus, cavolfiori arrosto alla paprika… )

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Una menzione speciale la meritano i dolci. Date un occhio a queste meraviglie!!!

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Noi abbiamo ordinato una tortazza multistrato tutta panna ai frutti di bosco (battezzata #ciaomagre) e questo gioiellino al cioccolato senza glutine, praticamente un chilo di cioccolato:

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Salutiamo Harvest cafè con qualche chilo in più, direzione Prater, il parco dove i viennesi amano trascorrere il tempo libero, soprattutto nei weekend. Qui si trova la Riesenrad, ovvero la ruota panoramica, del 1897, dove con meno di 10 euro si può fare un giro e godere della vista sulla città. Se come me soffrite di vertigini, sconsiglio di salire, perchè alta più di 60 mt… io, non so cosa mi è preso, sono salita, ma ho rischiato un infarto ahahahah #momentidipazzia

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Dal Prater in un attimo si può raggiungere a piedi l’Hundertwasserhaus, case popolari costruite dal celebre architetto Hundertwasse e caratterizzate da colori accesi e forme bizzarre. Purtroppo l’edificio non può essere visitato all’interno, ma vale comunque la pena una visita se siete da quelle parti!

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La giornata è volata e arriviamo a sera coi piedi che friggono 🙂

Il giorno dopo programma soft, con passeggiata nel quartiere dei musei, dove si passa per l’edificio del Parlamento, poi il Municipio (Rathaus), circondato da un bellissimo parco, pieno di panchine dove poltrire al sole (c’erano 17°C!!)

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Dopo un giro del parco

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andiamo a visitare il Mumok, Museo d’arte Contemporanea.

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Non lontano da qui troviamo un posticino molto particolare, Gagarin Cafè, dove rifocillarci per il pranzo.

Qui il prezzo di quello che mangiate lo decidete voi, in base alle vostre possibilità economiche. La filosofia che sta dietro a questo progetto è che chiunque ha diritto a un buon pasto, quindi chi può lascia un’offerta maggiore, che sosterrà anche un pasto per chi non ha possibilità.
Noi abbiamo scelto il menù, che comprendeva una vellutata (buonissima!), e un piatto combinato composto da involtini ripieni di riso speziato e verdure, ragù di tofu affumicato e insalata. In più abbiamo assaggiato l’hummus, molto particolare, che prevedeva un ingrediente insolito (appena torno provo a replicare la ricetta e condividerla, l’ho già battezzato ‘hummus Gagarin‘). Lo stra consiglio, soprattutto se avete un animo punk e vi piace il cibo vegan casereccio! vorrei un posto così sotto casa!

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Dopo questa mangiata colossale, ci vuole un po’ di moto. Perchè non farsi una nuotata? No, non sono impazzita! A Vienna c’è una piscina meravigliosa, che catturerà chi, come me, ama le atmosfere tipo Wim Wenders. Sto parlando di Amalienbad! Date un occhio qui e qui.

***

L’ultimo giorno prima di partire, quasi per caso, ci troviamo di fronte alla vetrina di una libreria, vicino a Naschmarkt. Tenetevi forte: è una libreria specializzata in LIBRI DI CUCINA! Non solo, da Babette’s, questo il nome del posto, vendono anche spezie e organizzano corsi di cucina, oltre a cene e degustazioni. Qualche assaggio del posto? La sezione vegetariana e vegan è davvero ben fornita, io in particolare ho lasciato il cuore su un libro, ma ahimè davvero non avrei saputo dove metterlo nel bagaglio a mano!

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libreria

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Il libro è questo, ed è interamente dedicato a ricette veg senza glutinea base di farina di ceci. Prima o poi sarà mio eheheh

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Non potevamo infine non passare da Superfoods, un risorante vegano e crudista strepitoso, che mi avete consigliato in tanti prima di partire.
In effetti merita tantissimo, piatti buonissimi, spendendo poco, ambiente rilassato, e soprattutto… ottimo kombucha autoprodotto!!! superfood

Noi abbiamo preso due ‘wrap’, ovvero piadine, crude. Una sfoglia era a abse di spinaci e spirulina, mentre l’altra era con pomodori, semi di lino e spezie. Il ripieno, spero si intuisca dalla foto, era golosissimo: avocado, germogli, salsina alla menta, verdure fresche e semi. Il costo comprese le bibite (Kombucha e birra alla canapa) è stato di 12 euro a testa.

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Questa invece era ripiena di falafel di ceci germogliati.

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Dimenticavo, potevamo non provare i dolci? Il paradiso.
12919700_1305251986155234_3009271014155264922_nDopo quest’ultima fetta di torta, credo mi metterò per un po’ a dieta!!!!!!

Spero abbiate trovato spunti interessanti, magari per programmare il vostro prossimo viaggio, se avete domande, non esistate a scrivermi!

A presto, con la ricetta dell’hummus Gagarin!!

Se siete interessati ad altri viaggi vegan e low cost, vi consiglio di dare un occhio nel menù in alto, nella sezione ‘viaggi’